Perdite di sangue fra un ciclo mestruale e l’altro: che significa?

Perdite di sangue fra un ciclo mestruale e l’altro: che significa?
13/03/2019 itismychoice

Perdite di sangue fra un ciclo mestruale e l’altro: che significa?

«Spotting»: quando è il caso di preoccuparsi. Il fenomeno può essere spia della presenza di fibromi

Fonte: La Stampa

Si definisce “spotting” (dall’inglese to spot, macchiare) e si presenta con piccole perdite di sangue episodiche che si verificano fra una mestruazione e l’altra. Di solito si tratta di perdite scure di modesta entità di sangue,  di derivazione uterina: sebbene non sia il caso di allarmarsi, meglio non ignorarle e rivolgersi a un ginecologo. Ecco alcune indicazioni degli esperti sulle possibili cause.

Spotting nella fase di ovulazione

Lo spotting può presentarsi, in alcune donne, in concomitanza con l’ovulazione. In questa fase una piccola perdita ematica può accompagnarsi con dolore al fianco in corrispondenza dell’ovaio dove è in corso l’espulsione dell’ovulo maturo dal follicolo.

Spotting prima delle mestruazioni

Può capitare che il flusso mestruale vero e proprio venga anticipato, qualche giorno prima, da piccole perdite marroncine. Se tale eventualità si verifica sistematicamente, però, il fenomeno può essere spia della presenza di fibromi, polipi o di piccole lesioni a livello del collo dell’utero, le cosiddette piaghette. Talvolta tali perdite possono anche essere sintomo di insufficienza luteale o di disfunzione endocrina e dipendere, per esempio, da un malfunzionamento della tiroide o da valori alterati della prolattina.

Spotting e terapia estro-progenistica

Quando si inizia l’assunzione di estro-progestinici, pillola, cerotto o anello vaginale (i dispositivi più diffusi e utilizzati) con finalità contraccettiva o a scopo curativo come, per esempio, nel trattamento dell’acne o nell’ovaio policistico, è possibile che si verifichino perdite ematiche, soprattutto durante i primi tre mesi.

Questo succede perché queste formulazioni con un basso dosaggio di estrogeni, per minimizzare i possibili effetti collaterali, hanno tuttavia bisogno di un certo lasso di tempo per raggiungere la corretta concentrazione in circolo.

Se le perdite persistono, allora è sintomo che quella particolare associazione estro-progestinica non è ottimale per le esigenze di quella specifica paziente. Può anche succedere che le perdite non siano dovute alle caratteristiche del prodotto utilizzato, ma per esempio, alla scarsa aderenza della paziente, che magari dimentica di assumerlo con regolarità o come da prescrizione.

Le donne portatrici di spirale possono ugualmente sperimentare spotting: in questo caso il fenomeno può essere riconducibile al fatto che il dispositivo non riesce a garantire i livelli ottimali di ormoni in circolo oppure le perdite potrebbero essere spie della presenza di anomalie dell’endometrio o di infezione. Ecco dunque che i sanguinamenti non vanno minimizzati o trascurati, ma è necessario confrontarsi con il proprio ginecologo quando compaiono ripetutamente.

Spotting in menopausa

Anche in questo caso il consiglio dei ginecologi e di non sottovalutare il fenomeno: “Le perdite ematiche in una donna che non ha più il ciclo, specie se è sovrappeso o diabetica, necessitano di rapido controllo medico: potrebbe trattarsi una neoplasia in particolare a carico dell’endometrio che se individuata precocemente può essere curata”, spiega Anna Franca Cavaliere, ginecologo del Policlinico A. Gemelli IRCSS Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro SIGO (Società Italiana Ginecologi Ospedalieri). “Anche il tumore del collo dell’utero, a qualsiasi età, può manifestarsi con perdite ematiche e pertanto, il consiglio è di non trascurare la prevenzione e non esitare a chiedere consiglio al proprio medico”.

 

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