Quando stai male per le mestruazioni ne parli con qualcuno?

Quando stai male per le mestruazioni ne parli con qualcuno?
30/04/2019 itismychoice

Secondo una ricerca olandese più della metà delle donne non parla dei disturbi del ciclo con amiche e familiari e solo l’11% si confronta con il ginecologo 

Fonte: Ok Salute

Crampidisturbi dell’umorestanchezza: sono questi i principali sintomi che affliggono le donne durante il ciclo mestruale. Ma anche se dolori e fastidi influiscono significativamente sulla qualità di vita e le attività quotidiane, sono poche le donne che ne parlano con amiche e familiari o che chiedono consulto al medico. Il dato è emerso da uno studio condotto in Olanda e guidato da Mark Schoep, del Radboud University Medical Center di Nijmegen.

Lo studio, condotto attraverso un sondaggio online, ha coinvolto circa 43mila donne tra i 15 e i 45 anni. L’85% delle intervistate ha dichiarato di aver sofferto di crampi durante il ciclo, il 77% ha lamentato disturbi dell’umore e il 71% ha accusato stanchezza. Tuttavia, nonostante per oltre un terzo delle donne i sintomi mestruali costituiscono un impedimento nello svolgimento delle comuni attività quotidiane, meno della metà, il 48,6%, ne ha parlato con le persone più intime.

Disturbi mestruali campanelli di allarme per altre patologie

Sono meno della metà (44%) anche le donne che dichiarano di aver parlato dei sintomi con il medico di famiglia, e addirittura soltanto l’11% ha chiesto un consiglio al ginecologo. Infine, circa una donna su dieci, dopo essersi confrontata con il proprio medico di fiducia, ha ricevuto una diagnosi di una patologia tra endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico e disturbi della tiroide. Disturbi del ciclo mestruale possono essere, inoltre, un campanello d’allarme della presenza di un fibroma uterino, il tumore benigno più frequente tra le donne in età fertile.

Le donne credono che il dolore sia normale

Ma quello di sopportare il dolore e, soprattutto, di considerarlo “normale”, è un atteggiamento tipico delle donne. Tuttavia, ricorrere all’automedicazione o aspettare che il male scompaia, continuando a lavorare e svolgere le attività di routine, non è un comportamento corretto: la ginecologa Rossella Nappi, professore Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia, ricorda che non bisogna andare oltre i dieci analgesici al mese e che è bene rivolgersi a uno specialista se il dolore si ripresenta in modo persistente.

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