Fibromi uterini: un ostacolo alla gravidanza?

Fibromi uterini: un ostacolo alla gravidanza?
06/06/2019 itismychoice

Fibromi uterini: un ostacolo alla gravidanza?

Una donna su tre in età fertile soffre di fibromi all’utero, l’impatto sulla fertilità varia da caso a caso ma molte non sanno che i fibromi possono compromettere la fertilità e ostacolare il concepimento.

I fibromi uterini, detti anche miomi o leiomiomi, sono neoformazioni benigne dell’utero molto frequenti in età fertile, soprattutto tra i 30 e i 40 anni, in quanto il loro sviluppo è legato a fattori ormonali. L’impatto dei fibromi sulla fertilità varia da caso a caso, tuttavia la difficoltà a concepire è uno dei campanelli d’allarme che può far sospettare la presenza di un mioma, e che necessita di un consulto ginecologico.

 

Fibromi e fertilità

Nella metà dei casi i fibromi non danno segni della loro presenza, ma quando diventano sintomatici possono ripercuotersi sulla salute della donna e sul desiderio di diventare madri. Alcuni dei sintomi sono cicli abbondanti fino all’emorragia, forte dolore mestruale e fastidio durante i rapporti intimi. Le dimensioni dei fibromi e la loro localizzazione nell’utero sono i fattori che influenzano le possibilità di concepire e portare avanti una gravidanza senza rischi.

Se i fibromi uterini si trovano in determinate zone della cavità uterina, infatti, possono:

  • ostacolare l’incontro tra lo spermatozoo e la cellula uovo;
  • proibire la discesa nell’utero dell’ovulo fecondato;
  • rendere difficoltoso l’impianto dell’embrione o l’annidamento della placenta;
  • non consentire una corretta circolazione sanguigna nell’utero e quindi impedire il corretto sviluppo dell’endometrio (il tessuto di rivestimento interno all’utero la cui funzione è quella di ricevere ed ospitare l’embrione).

Fibromi e rischi in gravidanza

Numero, dimensioni e posizione del fibroma influenzano in modo determinante anche gli effetti sulla gestazione. Come spiega la professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano: «In alcuni casi, oltre alla maggiore difficoltà a concepire, la fibromatosi in gravidanza può aumentare il rischio di aborto e di parto prematuro, causare perdite di sangue modeste (spotting) o più abbondanti, alterazioni nella profondità di “annidamento” della placenta (“placenta accreta”, “increta”, “percreta”), con difficoltà di espulsione della placenta stessa ed emorragie dopo il parto. I fibromi possono causare anche malposizioni del feto e problemi di presentazione durante il periodo espulsivo del travaglio di parto, che rendono necessario parto operativo (ventosa o forcipe) o taglio cesareo d’urgenza”.

I fibromi uterini, quindi, possono causare problemi in gravidanza qualora:

  • provochino una riduzione nell’apporto di sangue all’utero (condizione che può causare un aborto spontaneo);
  • interferiscano con il posizionamento della placenta;
  • impediscano all’utero di contrarsi, bloccando il travaglio;
  • costringano il bambino in posizione podalica.

Diventare mamma con il fibroma

L’impatto dei fibromi sulla fertilità varia da caso a caso ma molte donne affette da fibromi uterini vivono con la paura di dover rinunciare alla maternità. Tuttavia, chi pensa che avere un figlio sia impossibile si sbaglia. Innanzitutto, è importante diagnosticare precocemente i fibromi – è sufficiente un’ecografia pelvica – così da poter intervenire il prima possibile con un approccio conservativo, a tutela della salute riproduttiva. Conservare l’utero in buone condizioni aiuta le donne a non angosciarsi sul rischio che la fibromatosi possa compromettere la possibilità di diventare madri. Anche in considerazione del fatto che oggi le donne decidono di avere figli più tardi, anche dopo i 40 e fino ai 45 anni. Con una consulenza medica e un trattamento farmacologico adeguati intraprendere una gravidanza è possibile.

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