Utero e cuore: quali paure per chi soffre di fibromi uterini?

Utero e cuore: quali paure per chi soffre di fibromi uterini?
06/03/2020 itismychoice

Il fibroma uterino è una patologia comune e invalidante, ma si può curare. E salvare l’utero è possibile, per non rinunciare alla propria identità e ai progetti di vita futuri.

CuoreIl fibroma uterino è la patologia benigna più frequente dell’apparato riproduttivo femminile: ne soffre fino all’80% delle donne in età fertile, soprattutto dopo i 30 anni. Grandi quanto una biglia, un’arancia o addirittura una palla da baseball, sono oltre 3 milioni le italiane che ci convivono, la metà delle quali avverte disturbi fastidiosi e invalidanti, come cicli abbondanti fino all’emorragia e dolori addominali, che possono associarsi anche a infertilità e complicanze in gravidanza. Un problema che interferisce a con le attività quotidiane, la vita familiare, affettiva e professionale, e che porta con sé carichi emotivi pesanti e molti fantasmi. Come quello dell’isterectomia, l’asportazione dell’utero, una pratica molto comune, soprattutto in passato, ma non sempre necessaria, una volta scoperta la malattia. Negli anni, la medicina si è mossa verso terapie conservative, e oggi le donne hanno a disposizione una terapia medica specifica che cura e tiene alta la qualità di vita, proteggendo, al tempo stesso, il simbolo della fertilità e l’organo in grado di regolare l’esistenza femminile.

Utero e cuore in connessione profonda

C’è una circostanza che, più di altre, mette a dura prova la sfera emotiva: la prospettiva della rimozione dell’utero, che rappresenta per la donna quella culla primordiale della riproduzione e della fertilità, che, se colpita da una malattia, crea disagio e sofferenza, secondo alcuni esperti persino più delle patologie della mammella. Il legame della donna con il proprio utero è profondo, viscerale. Secondo la medicina cinese, utero e cuore vivono in una connessione profonda: sarebbero “collegati” tramite un “meridiano particolare”, il baomai, letteralmente canale dell’utero. Una connessione che impatta sia sul piano della fisiologia femminile e della funzione riproduttiva, sia sul piano psicologico ed emotivo.

L’eventuale decisione di togliere l’utero rappresenta un momento sempre traumatico, anche quando la donna non è più giovanissima e ha già realizzato il proprio progetto di maternità. Non vanno trascurate anche le implicazioni dal punto di vista sessuale: nella maggior parte dei casi, quando si effettua l’isterectomia, viene rimosso anche il collo dell’utero, sede di riflessi piacevoli per la sessualità.

Carla e Stefania: due donne coraggiose che hanno vinto la battaglia contro il fibroma

Carla e Stefania, due storie diverse, accomunate dalla determinazione a non voler rinunciare alla propria identità e ai progetti di vita futuri a causa di un intervento demolitivo, prospettato come unica soluzione per il trattamento dei loro numerosi fibromi.

Carla, trentenne, otto fibromi, il desiderio di diventare madre e un senso si vuoto all’idea di dover perdere l’utero, che le avrebbe tolto per sempre la possibilità di avere dei figli e messo in crisi il rapporto con suo marito. E poi la paura di essere privata della sua femminilità. Stessa paura che ha vissuto Stefania, quarentenne in carriera, tormentata dal peso di dover affrontare da sola un intervento così impegnativo, dall’angoscia di perdere l’utero, dal timore di andare in menopausa prima del tempo.

Il lieto fine, però, è arrivato per entrambe: Carla ha scoperto che con la terapia medica cercare un figlio dopo le cure sarebbe stato possibile ed è riuscita a realizzare il suo sogno di costruire una famiglia. Stefania, grazie alla sua caparbietà e alla giusta terapia, ha salvato il suo utero e ripreso in mano la sua vita.

 

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